Coldiretti Campania News - Coldiretti Campania http://www.campania.coldiretti.it/ Fri, 01 Mar 2019 11:35:41 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.campania.coldiretti.it/ 60 CRISI CASTAGNO, COLDIRETTI CAMPANIA: DA REGIONE OK A REGOLAMENTO, ORA RISORSE DA PSR La Regione Campania ha approvato ieri il nuovo regolamento con le norme tecniche in materia di castanicoltura da frutto, che contiene le raccomandazioni sulle tecniche integrative. Lo comunica la Coldiretti Campania, che ha partecipato al tavolo sulla crisi castanicola - coordinato dalla dirigente Mariella Passari e sostenuto dal consigliere del Presidente per l’Agricoltura Franco Alfieri e dal presidente della Commissione Agricoltura Maurizio Petracca - attraverso il tecnico delegato Roberto Mazzei. Il regolamento chiarisce in maniera inequivocabile – spiega Coldiretti Campania – le operazioni possibili e libere da altre autorizzazioni attraverso l’integrazione delle diverse norme in materia, in modo da consentire al castanicoltore di operare con la massima serenità nel rispetto delle regole. Il documento regola e chiarisce la possibilità di eseguire senza nessuna autorizzazione: opere di regimentazione delle acque superficiali mediante la creazione di graticciate, tratti di muri a secco, scoline; opere agronomiche quali lavorazioni del terreno, ferme restando l’importanza della sostanza organica, delle fertilizzazioni, sia a terra che sulla pianta, l’irrigazione, la potatura, la trinciatura, le azioni di controllo delle infestanti attraverso il fuoco prescritto; il recupero di castagneti fortemente stressati che presentano almeno 40 piante ad ettaro; la possibilità di utilizzare materiale propagativo aziendale per gli innesti. Per quanto riguarda gli aspetti fitosanitari, invece, restano ferme le norme che la Regione annualmente emana per la lotta integrata, su cui Coldiretti sta lavorando per ampliare i prodotti utili per la lotta al marciume interno, che a breve sarà discusso in un altro tavolo già in fase di convocazione. Coldiretti Campania invita a prestare la massima attenzione alla biodiversità del castagneto, consigliando un’attenta verifica attraverso assistenza tecnica per monitorare gli effetti degli interventi agronomici sul lungo periodo, in modo da evitare danni maggiori della cura. Nel tavolo è emerso anche uno degli aspetti più attesi dai castanicoltori. A seguito di un confronto tecnico con i dirigenti del Ministero è stato evidenziato che la Regione Campania, così come ha già fatto la Regione Emilia Romagna, ha la possibilità di disporre la deroga al versamento degli oneri compensativi per la trasformazione di cedui in castagneto da frutto. Coldiretti Campania auspica che la Regione possa a breve emanare una norma in tal senso. “Il lavoro realizzato – conclude Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania – va rafforzato con l’attivazione di risorse utili. Coldiretti pertanto chiede alla Regione di emanare al più presto il bando della misura 5.2.1 del PSR, dedicata al ripristino del potenziale produttivo danneggiato da calamità naturali, avversità atmosferiche ed eventi catastrofici. Ciò consentirebbe alla filiera del castagno di usufruire di un premio del 100% a fondo perduto per il ripristino di tutto il potenziale produttivo danneggiato dalle ultime avversità di tipo fitosanitario e climatico, che hanno quasi distrutto la castanicoltura della nostra regione. Oggi possiamo contare sulla classificazione del castagneto da frutto in attualità di coltura, sul regolamento delle norme tecniche, sulla legge sui consorzi, che hanno creato le basi per far ripartire il settore e quindi il ripristino del potenziale produttivo. L’attivazione delle risorse è la leva necessaria per capitalizzare tutto il lavoro svolto finora”. Regolamento_castagno UFFICIALE 28.02.2019.pdf http://www.campania.coldiretti.it/crisi-castagno-coldiretti-campania-da-regione-ok-a-regolamento-ora-risorse-da-psr.aspx?KeyPub=GR-CD_CAMPANIA_HOME|CD_CAMPANIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=128808057 Fri, 01 Mar 2019 11:35:41 GMT SOS PASTORI, ARRIVA IL PRIMO “PECORINO DAY”  Per sostenere i pastori ed il loro difficile lavoro arriva il primo “Pecorino Day” con appuntamenti speciali nei mercati degli agricoltori e degli allevatori di Campagna Amica in tutta Italia, dove tutti i cittadini potranno acquistare e degustare pecorini e altri prodotti ottenuti dal latte di pecora, sostenendo concretamente la battaglia dei pastori per la sopravvivenza. A Napoli sarà protagonista nel mercato di Campagna Amica in viale del Poggio ai Colli Aminei, dove dalle 9.30 sarà possibile degustare il pecorino del Matese e dell’Appennino Campano, il pecorino Conciato Romano, oltre al latte di pecora e agli altri derivati. Nel resto d’Italia si parte dal mercato di Campagna Amica di Roma al Circo Massimo in via San Teodoro e poi lungo tutta la Penisola, da Vicenza in via Cordenons a Torino in piazza Solferino, a Lecce in piazza Ariosto ma anche a Trapani in via Virgilio e a Catania in piazza Giovanni Verga. L’elenco completo delle iniziative sul sito www.campagnamica.it. In Campania il pecorino è tra i formaggi più diffusi ed antichi, con molte tipologie, differenti a seconda della razza o del tipo genetico da cui è prodotto il latte, delle essenze che caratterizzano i diversi pascoli spontanei, delle tecniche di lavorazione, dei cagli impiegati e dell’abilità del casaro. Nel Sud l’allevamento ovino è fortemente legato al territorio e alla storia del Mezzogiorno. Nel 1447 Alfonso I di Aragona, re di Napoli, continuando l’operato di Federico II di Svevia che già nel 1200 aveva istituito la “Dogana della Mena delle Pecore”, riprese ed ampliò l’attività di allevamento “transumante” delle pecore, organizzandola sul modello dell’analoga “Mesta” spagnola e istituendo i Regi Tratturi, una rete viaria di circa 3.000 chilometri. La transumanza consisteva nello spostamento stagionale, durante il quale transitavano nel ‘600 e nel ‘700 circa tre milioni di capi di bestiame, rappresentando una florida economia grazie alla vendita delle pelli, dei formaggi e della lana. Tra i pecorini campani maggiormente apprezzati ci sono: il Bagnolese, prodotto esclusivamente con il latte della pecora “Bagnolese”, tipico dell’area dei monti Picentini (in particolare della zona che circonda il pianoro del lago Laceno, ad una altitudine superiore ai 1000 metri sul livello del mare) e della fascia collinare e montana del Salernitano, lungo le pendici del Monte Marzano; il Laticauda Sannita, prodotto con solo latte di pecora di razza Laticauda nel territorio di allevamento di questo ovino, cioè nei comuni montani e collinari delle province di Avellino, Benevento e Caserta; il Pecorino Carmasciano, la cui produzione comprende i comuni irpini di Guardia dei Lombardi e Rocca San Felice (Carmasciano è una contrada a cavallo di questi due comuni), Torella dei Lombardi, Sant’Angelo dei Lombardi, Morra de Sanctis e Frigento. Da salvare su scala nazionale ci sono 6,2 milioni di pecore e, con esse, un settore di eccellenza del Made in Italy agroalimentare, che con la pastorizia garantisce presidio socio-economico e ambientale dei nostri territori, ma rappresenta anche un patrimonio ineguagliabile di biodiversità. http://www.campania.coldiretti.it/sos-pastori-arriva-il-primo-pecorino-day-.aspx?KeyPub=GR-CD_CAMPANIA_HOME|CD_CAMPANIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=128632444 Tue, 26 Feb 2019 12:19:54 GMT PECORINO DAY: COLDIRETTI, A NAPOLI PER SALVARE ANTICO MESTIERE NAPOLI - Il caloroso abbraccio dei napoletani al lavoro dei pastori si è sentito forte questa mattina al primo “Pecorino Day”, organizzato da Coldiretti in tutta Italia con appuntamenti speciali nei mercati degli allevatori e degli agricoltori. A Napoli le degustazioni guidate e gli assaggi gratuiti di formaggi, latte e altri derivati hanno visto protagonista il mercato settimanale di Campagna Amica in viale del Poggio ai Colli Aminei. I cittadini partenopei hanno fatto sentire la loro vicinanza a chi porta avanti un antico mestiere, che rischia di estinguersi con conseguenze economiche, sociali e ambientali. Negli ultimi dieci anni in Italia è scomparso un milione di pecore. La crisi in atto rischia di decimare irrimediabilmente gli allevamenti sopravvissuti che svolgono un ruolo insostituibile per l’economia, il turismo, l’ambiente e la stabilità sociale del territorio. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione del Pecorino Day per sostenere i pastori ed il loro lavoro in un momento di grande difficoltà. Nel capoluogo della Campania l’appuntamento ha visto anche la presenza di Veronica Barbati, la giovane imprenditrice agricola irpina neoeletta leader nazionale di Coldiretti Giovani Impresa. Ai consumatori sono stati offerti in degustazione i formaggi di pecora più diffusi ed antichi della Campania: il pecorino del Matese, il pecorino Conciato Romano – il più antico pecorino, risalente probabilmente al IV secolo aC, che è anche Sigillo Campagna Amica - il Bagnolese, prodotto esclusivamente con il latte della pecora “Bagnolese”, tipico dell’area dei monti Picentini (in particolare della zona che circonda il pianoro del lago Laceno, ad una altitudine superiore ai 1000 metri sul livello del mare) e della fascia collinare e montana del Salernitano, lungo le pendici del Monte Marzano; il Laticauda Sannita, prodotto con solo latte di pecora di razza Laticauda nel territorio di allevamento di questo ovino, cioè nei comuni montani e collinari delle province di Avellino, Benevento e Caserta; il Pecorino Carmasciano, la cui produzione comprende i comuni irpini di Guardia dei Lombardi e Rocca San Felice (Carmasciano è una contrada a cavallo di questi due comuni), Torella dei Lombardi, Sant’Angelo dei Lombardi, Morra de Sanctis e Frigento. Nel Sud l’allevamento ovino è fortemente legato al territorio e alla storia del Mezzogiorno. Nel 1447 Alfonso I di Aragona, re di Napoli, continuando l’operato di Federico II di Svevia che già nel 1200 aveva istituito la “Dogana della Mena delle Pecore”, riprese ed ampliò l’attività di allevamento “transumante” delle pecore, organizzandola sul modello dell’analoga “Mesta” spagnola e istituendo i Regi Tratturi, una rete viaria di circa 3.000 chilometri. La transumanza consisteva nello spostamento stagionale, durante il quale transitavano nel ‘600 e nel ‘700 circa tre milioni di capi di bestiame, rappresentando una florida economia grazie alla vendita delle pelli, dei formaggi e della lana. Sostenere con i propri acquisti la produzione nazionale di pecorino significa - afferma la Coldiretti - aiutare il proprio territorio e contrastare anche l’abbandono delle aree più difficili dove i pastori svolgono un ruolo insostituibile di presidio. Secondo una recente indagine Doxa – riferisce la Coldiretti - più di un italiano su dieci (12%) inserisce il pecorino nella lista dei formaggi preferiti ed è immancabile in molti primi piatti storici. In Campania tra i piatti simbolo della tradizione culinaria che utilizzano questo formaggio c’è lo “scarpariello napoletano”, inventato dagli scarpari (calzolai) che si facevano pagare in natura, anche con i gustosi pecorini che arrivavano dall’Appennino campano. La pastorizia – continua la Coldiretti - è un mestiere ricco di tradizione molto duro che costringe ogni giorno alla sveglia alle 5 del mattino per la prima mungitura che sarà ripetuta nel pomeriggio per ottenere da ogni pecora circa un litro di latte al giorno che viene sottopagato. Un impegno di elevato valore ambientale poiché – conclude la Coldiretti - si tratta di un’attività che è concentrata nelle zone svantaggiate e che garantisce la salvaguardia di razze in via di estinzione a vantaggio della biodiversità del territorio. Un patrimonio che gli agricoltori di Campagna Amica sono impegnati a difendere con “I sigilli”, prodotti e animali della biodiversità agricola italiana che nel corso dei decenni sono stati strappati all’estinzione o indissolubilmente legati a territori specifici. http://www.campania.coldiretti.it/pecorino-day-coldiretti-a-napoli-per-salvare-antico-mestiere.aspx?KeyPub=GR-CD_CAMPANIA_HOME|CD_CAMPANIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=128632063 Tue, 26 Feb 2019 12:08:14 GMT OK A DISTRETTI RURALI, COLDIRETTI CAMPANIA A REGIONE: ORA DISTRETTI DEL CIBO  "Ancora un ultimo sforzo e la Campania avrà una legislazione organica all'avanguardia sul settore agroalimentare, ma è una notizia positiva l'approvazione del regolamento". E' il commento di Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Campania, all'approvazione da parte della Giunta regionale del Regolamento di attuazione della legge regionale n. 20 dell’8 agosto 2014 per il riconoscimento e la costituzione dei distretti rurali e dei distretti agroalimentari di qualità. "Un passo in avanti importante - prosegue Masiello - che premia un lavoro che Coldiretti ha fatto insieme ai tecnici dell'Assessorato Regionale all'Agricoltura per dare vita ad un testo che sbloccasse l'attuazione di una legge ferma da cinque anni e che serve a dare slancio all'unico settore con performance positive, che punta sull'innovazione, sui giovani, e che è in grado di creare sinergie positive con altri settori, in particolare con il turismo. Ora bisogna lavorare all'istituzione dei distretti del cibo". "E' necessario precisare - aggiunge Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania - al fine di dare una corretta informazione e correggere l'ansia di prestazione di qualcuno, che manca un ultimo pezzo per completare il recepimento della legge n.205 del 2017, che introduce un concetto ben più ampio, ovvero i distretti del cibo, comprendendo altre tipologie di distretti variamente caratterizzati. A tale proposito Coldiretti Campania sta trasferendo alla Regione Campania una sua proposta di emendamento alla luce dell'art.1 comma 499 della legge 205/2017 per un'opportuna integrazione del testo normativo regionale. La modifica è necessaria se si considera l'importanza di valorizzare, promuovere e sostenere l'intero comparto agroalimentare campano rafforzando il ruolo dei distretti disciplinati dal regolamento approvato: i distretti rurali (DIR) e i distretti agroalimentari di qualità (DAQ)". http://www.campania.coldiretti.it/ok-a-distretti-rurali-coldiretti-campania-a-regione-ora-distretti-del-cibo.aspx?KeyPub=GR-CD_CAMPANIA_HOME|CD_CAMPANIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=128631863 Tue, 26 Feb 2019 12:00:40 GMT ENGLISH FOR FARMERS: COLDIRETTI CAMPANIA, FORMAZIONE PER AGRITURISMO ED EXPORT  La competitività delle imprese agricole passa dalla formazione. Con questo obiettivo Coldiretti Campania lancia “English for farmers”, progetto dedicato all’apprendimento della lingua inglese tecnica in collaborazione con Shenker, istituto specializzato nell’omonimo metodo d’insegnamento innovativo fondato sulla pratica. Il percorso avrà avvio il 26 febbraio con un Open Day gratuito dedicato alla valutazione delle esigenze specifiche aziendali. I docenti di Shenker effettueranno un assessment test per misurare il reale fabbisogno formativo dei singoli partecipanti, a cui seguirà una consulenza personalizzata. Ad ospitare la giornata di test sarà l’Agrichef Academy di Campagna Amica, presso l’azienda Gb Agricola di Montoro (Av), dove da due anni si tengono i corsi di formazione per gli agrichef a cura di Terranostra Campania. “Vogliamo rispondere a due esigenze sempre più forti – spiega Gennarino Masiello, vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente regionale – da una parte la multifunzionalità e dall’altra l’export. Esigenze avvertite soprattutto dai giovani agricoltori. Nel primo caso le aziende agricole che si occupano di vendita diretta nei mercati e negli agriturismi Campagna Amica hanno l’esigenza di curare il rapporto crescente con gli stranieri, grazie al consistente flusso turistico che tocca la Campania. I dati ci dicono che circa il 60% dei turisti sono stranieri e oltre 1/3 della spesa è destinata al cibo e a percorsi enogastronomici. La Campania è la seconda regione italiana per incremento turistico ed è la prima del Sud con circa 19 milioni di presenze nell’ultimo anno. Pertanto gli agricoltori in vendita diretta e gli operatori agrituristici avvertono una necessità urgente di raccontare al meglio il nostro patrimonio agroalimentare e di migliorare i servizi di accoglienza. Dall’altra parte le imprese agricole vedono crescere sempre più l’export in tutto il mondo, grazie all’appeal del made in Italy della Campania. Per partecipare efficacemente alle fiere internazionali e per interagire con i buyer di tutto il mondo è necessario essere attrezzati con una buona conoscenza linguistica. Le ultime stime Istat ci dicono che l’export agroalimentare della Campania nel 2018 sfiora i 6 miliardi di euro, ma esistono ampi margini di crescita. A questa esigenza va data una risposta formativa diversa e specifica per sostenere la competitività”. http://www.campania.coldiretti.it/english-for-farmers-coldiretti-campania-formazione-per-agriturismo-ed-export.aspx?KeyPub=GR-CD_CAMPANIA_HOME|CD_CAMPANIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=128213632 Fri, 15 Feb 2019 11:20:29 GMT L’IRPINA VERONICA BARBATI LEADER NAZIONALE DEI GIOVANI AGRICOLTORI  ROMA – È Veronica Barbati il nuovo leader dei giovani agricoltori italiani. Trent'anni, campana di Avellino, laureata in Economia e Gestione dei Servizi Turistici, è stata eletta dall’Assemblea di Coldiretti Giovani Impresa, composta da rappresentanti provenienti dalle campagne di tutte le Province e Regioni italiane, in rappresentanza di oltre 70mila giovani. Dal 2010 è titolare di un’azienda situata sulle verdi colline di Roccabascerana in provincia di Avellino che rappresenta un eccellente esempio di multifunzionalità. Nella sua azienda - spiega Coldiretti - oltre all’agriturismo è presente un caseificio aziendale per la trasformazione del latte prodotto, una macelleria agricola, un laboratorio per la produzione di confetture e ortaggi sott’olio e, infine, una cantina dove trasforma le proprie uve in vino e organizza degustazioni. In azienda, da Veronica, tutto è improntato sul rispetto della natura. Non solo si gustano i piatti della antica tradizione contadina, rivisitati e riproposti in chiave attuale, ma si tocca con mano la vera essenza della vita di campagna, dalla produzione alla trasformazione fino ai golosi assaggi. E infatti è anche una bravissima Agrichef, cuoca contadina, nuova figura di Coldiretti che in cucina presta la massima attenzione alla valorizzazione dei prodotti del territorio e delle ricette tradizionali. Veronica Barbati, che raccoglie il testimone di Maria Letizia Gardoni, ora presidente della Coldiretti Marche e componente della Giunta Nazionale. “Occorre creare le condizioni per realizzare il sogno imprenditoriale di una parte importante della nostra generazione che mai come adesso vuole investire il proprio futuro nelle campagne”, afferma la nuova leader dei giovani della Coldiretti che aggiunge “abbiamo un patrimonio immenso da difendere e far crescere in un Paese come l’Italia che può contare sul primato dell’agricoltura più green d’Europa con 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, 5056 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership nel biologico con oltre 60mila aziende agricole biologiche e il primato della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%). “L’elezione della nostra Veronica – commenta Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Campania e vicepresidente nazionale – è il coronamento di un percorso di grande protagonismo sul territorio dei nostri giovani. In questi anni sono riusciti a far emergere il cambiamento storico che stava avvenendo nelle nostre campagne. Anch’io ho avuto l’onore di ricoprire questo incarico qualche anno fa, ma ho negli ultimi dieci anni si è verificata una vera e propria rivoluzione. I nostri giovani agricoltori, con i loro volti puliti e la loro voglia di fare, sono diventati l’esempio da seguire, un vanto per la Campania e per l’Italia. Veronica Barbati ha saputo interpretare e rappresentare perfettamente questo messaggio. Ha parlato alla loro testa, quando li ha invitati ad essere imprenditori propositivi e positivi, nonostante le difficoltà quotidiane. Ma ha parlato soprattutto al loro cuore, invitandoli sempre a tirare fuori l’orgoglio delle proprie radici e dell’amore per il proprio lavoro. Lavoreremo insieme per far crescere la nuova agricoltura”. “Non posso nascondere la grande emozione – aggiunge Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania – che nasce dall’aver visto crescere Veronica Barbati come imprenditrice e come dirigente della nostra organizzazione. Nella sua Irpinia ha saputo ricostruire da zero un gruppo coeso e operoso, che ha riportato il ruolo dei giovani agricoltori al centro del dibattito pubblico. Con lo stesso piglio e la stessa determinazione ha guidato i giovani dirigenti della Campania. Non sono stati momenti facili, soprattutto nelle vicende legate ai finanziamenti europei, al PSR in particolare. Negli ultimi due anni i nostri giovani, guidati da Veronica, hanno fatto il punto con la Regione Campania anche puntando i piedi, ma evidenziando la necessità di impostare la programmazione anzitutto a favore del ricambio generazionale. Un approccio sempre propositivo e mai inutilmente polemico, come è nello stile di Coldiretti. Sono certo che Veronica saprà portare la sua determinazione e la sua passione in tutta Italia”. http://www.campania.coldiretti.it/-l-irpina-veronica-barbati-leader-nazionale-dei-giovani-agricoltori.aspx?KeyPub=GR-CD_CAMPANIA_HOME|CD_CAMPANIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127414627 Fri, 25 Jan 2019 12:24:27 GMT BANQUETING A FILIERA AGRICOLA, ACCORDO TRA COLDIRETTI CAMPANIA E GRUPPO SIRE  Banqueting d’autore, ma valorizzando i prodotti agroalimentari da filiera agricola della Campania. E’ l’obiettivo dell’accordo firmato ieri tra Coldiretti Campania e il gruppo Sire, azienda napoletana leader in Italia nei settori del catering, del banqueting e della ristorazione alberghiera, vincitore per due anni consecutivi del King of Catering Bisol, gestore dell’area ristorativa di Padiglione Italia ad Expo 2015 presso il Padiglione Italia e organizzatore di grandi ricevimenti internazionali come G20, Nato, Banca Centrale Europea e per importanti aziende italiane, tra cui il Calcio Napoli. “Siamo da sempre impegnati in qualificati programmi di sicurezza alimentare e comunicazione scientifica – spiega Vincenzo Borrelli, patron di Sire – al fine di garantire ai nostri clienti un’altissima affidabilità in materia di scienza e tecnologie alimentari. Le certificazioni di qualità sull’impatto ambientale, nonché la certificazione ICEA relativa alla ristorazione biologica, garantiscono una particolare attenzione all’ambiente in tutte le fasi di produzione e di servizio. Questo accordo va nella direzione di alzare il livello qualitativo della nostra offerta con un partner importante come Coldiretti”. “Per noi si tratta di un’occasione straordinaria – commenta Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania – perché ci consente di mettere in relazione diretta il mondo della produzione agricola di qualità con un player prestigioso della gastronomia italiana. Il nostro compito è creare una comunicazione tra le esigenze qualitative del gruppo Sire e i nostri produttori agricoli, anche piccolissimi, come è nello spirito e negli obiettivi del progetto Campagna Amica. Oltre ai prodotti di eccellenza del territorio, la nostra organizzazione si impegna a trasferire conoscenza agli operatori, attraverso la collaborazione con Medeaterranea, l’accademia enogastronomica promossa da Sire all’interno della mostra d’Oltremare”. Partner della logistica sarà la cooperativa Terra Orti, associata a Uecoop e accreditata a Campagna Amica, rappresentata dal direttore Emilio Ferrara. La collaborazione con Sire, insieme ad altre case histories importanti, saranno presentate a Berlino in occasione di Fruit Logistica, la più grande fiera europea di settore, che si terrà dal 6 all’8 febbraio. Quasi un italiano su quattro (22,3%) nel 2018 ha mangiato fuori almeno una volta a settimana, secondo l’analisi Coldiretti su dati Censis dalla quale si evidenzia peraltro che i giovani e i laureati sono i più assidui clienti dei servizi di ristorazione con il 33,8% che li frequenta almeno una volta a settimana, rispetto al 25,6% degli italiani tra i 35 e i 64 anni e il 6,7% degli over 65. Il requisito più richiesto – continua Coldiretti – è l’italianità del prodotto alimentare, indicato dal 44% degli italiani come la caratteristica più importante al momento della scelta dei cibi, mentre Il 35,2% indica la tracciabilità che consente di verificare il rispetto di sicurezza, genuinità e salubrità dei prodotti. http://www.campania.coldiretti.it/banqueting-a-filiera-agricola-accordo-tra-coldiretti-campania-e-gruppo-sire.aspx?KeyPub=GR-CD_CAMPANIA_HOME|CD_CAMPANIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127031266 Wed, 16 Jan 2019 14:52:00 GMT BOMBA PIZZERIA: COLDIRETTI, COLPISCE BUSINESS DA 15 MLD Il presidente della Coldiretti Campania Gennarino Masiello e il direttore Salvatore Loffreda esprimono solidarietà e vicinanza a Gino Sorbillo per il vile attacco della criminalità, che ha colpito con una bomba la sua pizzeria storica in via dei Tribunali, nel cuore del centro storico di Napoli. Un segnale preoccupante – sottolineano Masiello e Loffreda – che arriva in un momento di grande successo e attrattività di Napoli e della Campania, raccontati ai turisti di tutto il mondo grazie al patrimonio agroalimentare del territorio. La nostra regione e la città di Napoli, che ne è capoluogo e simbolo, non possono permettersi passi indietro rispetto ad un’immagine di accoglienza e di bellezza, che costruisce valore e lavoro in tutta la filiera, dal campo alla tavola. Un successo celebrato con il riconoscimento Unesco all’Arte dei Pizzaiuoli Napoletani, a cui Coldiretti ha convintamente contribuito. Un atto intimidatorio che colpisce un intero settore dal fatturato stimato in 15 miliardi che sostiene l’occupazione di 200.000 addetti a tempo pieno e nel weekend. È l’analisi di Coldiretti alla vigilia della giornata internazionale della pizza italiana che si festeggia in tutto il mondo il 17 gennaio. La pizza in Italia è il settore di punta dell’agroalimentare dove – sottolinea la Coldiretti - il volume d’affari delle agromafie è salito a 21,8 miliardi con attività che riguardano l’intera filiera del cibo, compresa la ristorazione. Un business molto appetibile grazie alle 127.000 pizzerie presenti in Italia nel 2018 con la Campania che – precisa la Coldiretti – è la regione che ha il maggior numero di attività inerenti alla pizza, con il 16% sul totale delle pizzerie (e simili). L’impatto dei circa 5 milioni di pizze sfornate al giorno – continua la Coldiretti – si fa sentire anche sulla produzione agroalimentare in termini di ingredienti utilizzati durante tutto l’anno con circa 200 milioni di chili di farina, 225 milioni di chili di mozzarella, 30 milioni di chili di olio di oliva e 260 milioni di chili di salsa di pomodoro che, anche per la spinta del riconoscimento Unesco, è stata tutelata nel 2018 dall’obbligo di indicare l’origine in etichetta, per impedire che vengano spacciati prodotti importati come Made in Italy. Un successo – conclude la Coldiretti - dovuto alla caparbietà e dedizione di decine di migliaia di imprenditori che ogni giorno contribuiscono a far crescere il prestigio dell’Italia nel mondo che la criminalità non riuscirà certo a fermare. http://www.campania.coldiretti.it/bomba-pizzeria-coldiretti-colpisce-business-da-15-mld.aspx?KeyPub=GR-CD_CAMPANIA_HOME|CD_CAMPANIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=127023265 Wed, 16 Jan 2019 11:07:51 GMT SALVA OLIO, COLDIRETTI A ROMA PER CHIEDERE MISURE URGENTI. APROL: IN CAMPANIA NEL 2018 PRODOTTI 8 MLN KG Roma - Con una produzione praticamente dimezzata è l’olio extravergine di oliva Made in Italy a subire gli effetti più pesanti del cambiamento climatico con una strage che lo scorso inverno ha compromesso 25 milioni di ulivi in zone particolarmente vocate e fatto crollare il raccolto che quest’anno si aggira attorno ai 200 milioni di chili, un valore vicino ai minimi storici per la pianta simbolo della dieta mediterranea. In Campania, stima Aprol, la produzione di olio nel 2018 è stata di circa 8 milioni di chili. Una situazione drammatica che emerge dallo studio “Salvaolio” della Coldiretti presentato in occasione della manifestazione degli agricoltori scesi in piazza a Roma per denunciare gli errori regionali e l’assenza nella manovra approvata delle misure necessarie a garantire adeguate risorse al Fondo di Solidarietà Nazionale per far fronte alle pesanti calamità che hanno colpito importanti aree del Paese, a partire dalla Puglia dove si realizza la maggioranza dell’olio italiano e si contano 90mila ettari di uliveti senza produzione, un taglio di circa 2/3 del raccolto e un equivalente di 1 milione di giornate lavorative perse.   Presente a Roma una rappresentanza dei produttori olivicoli associati ad Aprol Campania guidata dal presidente Francesco Acampora, e dei giovani della coldiretti con la delegata regionale Veronica Barbati.     Per la prima volta nella storia – sottolinea la Coldiretti - la produzione spagnola stimata quest’anno in 1,6 miliardi di chili è superiore di oltre sei volte quella nazionale che potrebbe essere addirittura sorpassata da quella della Grecia e del Marocco. Senza interventi strutturali l’Italia – precisa la Coldiretti - rischia di perdere per sempre la possibilità di consumare extravergine nazionale con effetti disastrosi sull’economia, il lavoro, la salute e sul paesaggio.   Il settore italiano dell’olio secondo la Coldiretti: ·         fattura oltre 3 miliardi di euro ·         impegna 400.000 aziende ·         conta 1 milione di ettari di uliveti ·         detiene il primato in termini di olio extravergine a denominazione in europa (43 dop e 4 igp) e il più vasto patrimonio di biodiversità al mondo (250 milioni di piante e 533 varietà di olive) ·         tutela la salute dei cittadini consumatori con un prodotto che ha un valore salutistico riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanita’ ·         ha un valore simbolico e culturale straordinario ·         contribuisce alla bellezza e alla tenuta dei nostri territori. La Campania possiede oltre 74 mila ettari coltivati ad oliveto, di cui il 5% circa con metodi di produzione biologica. Le principali varietà olivicole campane sono: l'Ogliarola, la Marinese e la Ravece in provincia di Avellino; l'Ortice, l'Ortolana e la Racioppella in provincia di Benevento; l'Asprinia, la Tonda, la Caiazzana e la Sessana in provincia di Caserta; l'Olivo da olio (detta anche Cecinella o Minucciolo) in penisola Sorrentina, Napoli; la Rotondella, la Carpellese, la Nostrale, la Salella, la Biancolilla e la Pisciottana in provincia di Salerno. A queste autoctone vanno aggiunte varietà come il Leccino e il Frantoio, che pur non essendo autoctone sono presenti da lungo tempo in varie zone della regione. L’olio nuovo esprime al meglio le proprietà organolettiche, antiossidanti e nutrizionali che tendono a deperire nel tempo. In Campania sono cinque le Dop: Cilento, Colline Salernitane, Irpinia - Colline dell'Ufita, Penisola Sorrentina e Terre Aurunche. IL PIANO SALVAOLIO MADE IN ITALY DELLA COLDIRETTI 1.  Avviare un nuovo PIANO OLIVICOLO NAZIONALE (“Piano 2.0”) per rilanciare il settore con una strategia nazionale e investimenti adeguati, per modernizzare gli impianti olivicoli, puntando sulle cultivar nazionali che rappresentano il nostro patrimonio di biodiversità; favorendo lo sviluppo e la sottoscrizione di contratti di filiera. 2.  Garantire adeguate risorse al FONDO DI SOLIDARIETÀ NAZIONALE per far fronte alle pesanti calamità che hanno colpito importanti aree del Paese, come la Puglia, con il dimezzamento della produzione nazionale di olio di oliva che ha messo in ginocchio il settore. 3.  Esprimere solidarietà all’olivicoltura salentina compromessa dalla XYLELLA, sostenendola con azioni concrete a partire - chiede la Coldiretti - dall’immediata attuazione del Decreto sullo stato di emergenza al fine di consentire i reimpianti, gli innesti e la programmazione delle attività dei frantoi e degli olivicoltori. 4. Dare maggiore trasparenza all’attribuzione dei finanziamenti dell’attuale OCM, in modo che i fondi vadano alle vere imprese olivicole e difendere l’extravergine italiano nell’ambito dei NEGOZIATI INTERNAZIONALI dove l’agroalimentare italiano viene troppo spesso usato come moneta di scambio per interessi diversi. 5. Stringere le maglie ancora larghe della legislazione con l’approvazione delle proposte di RIFORMA DEI REATI ALIMENTARI presentate dall’apposita Commissione presieduta da Giancarlo Caselli presidente del Comitato scientifico dell'Osservatorio Agromafie della Coldiretti. 6. Pretendere l’obbligo della REGISTRAZIONE TELEMATICA degli oli commercializzati in tutti gli Stati membri, così come già istituito in Italia attraverso il SIAN.  7.  Difendere il PANEL TEST, strumento necessario - spiega la Coldiretti - per la classificazione e valutazione delle caratteristiche organolettiche degli oli di oliva vergini al fine di tutelare i produttori di oli di qualità ed i consumatori. 8. Promuovere una maggiore trasparenza dell’INDICAZIONE OBBLIGATORIA DELL’ORIGINE IN ETICHETTA, per l’olio extravergine di oliva (con etichette leggibili per i consumatori e prevedendo l’obbligo dell’indicazione dei Paesi di provenienza degli oli che compongono le “miscele”) e per le olive da tavola (che ad oggi non hanno alcuna indicazione obbligatoria in etichetta relativamente al Paese di coltivazione delle olive). 9.  Promuovere la CONOSCENZA e la CULTURA DELL’OLIO EVO di qualità tra i consumatori al fine di aiutarli a scegliere con maggiore consapevolezza. 10.  Eliminare il SEGRETO DI STATO sui flussi di importazione, anche - sostiene la Coldiretti - per verificare gli arrivi di prodotti da Paesi che non rispettano norme analoghe a quelle italiane rispetto all’uso di prodotti chimici o alla tutela dei lavoratori.   http://www.campania.coldiretti.it/salva-olio-coldiretti-a-roma-per-chiedere-misure-urgenti-aprol-in-campania-nel-2018-prodotti-8-mln-k.aspx?KeyPub=GR-CD_CAMPANIA_HOME|CD_CAMPANIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126709718 Tue, 08 Jan 2019 13:28:32 GMT MANOVRA: AGRICOLTORI IN PIAZZA NELLA CAPITALE Le pesanti calamità che hanno colpito l’olio d’oliva italiano e l’assenza nella Manovra finanziaria di misure necessarie a garantire adeguate risorse al Fondo di Solidarietà Nazionale spingono gli agricoltori a scendere in piazza a Roma. Il dimezzamento della produzione nazionale ha messo in seria difficoltà un intero comparto. Alla manifestazione parteciperà anche una delegazione di olivicoltori dell’organizzazione Aprol Campania, in rappresentanza dei circa 14 mila associati presenti nelle cinque province della regione.   L’appuntamento degli agricoltori provenienti da diverse regioni italiane è per domani, martedì 8 gennaio dalle ore 9,30 a Roma in via XX Settembre 20 davanti Ministero delle Politiche Agricole, dove è previsto l’incontro di una delegazione guidata dal presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini con il ministro Gian Marco Centinaio per affrontare l’emergenza, con l’“opportuno confronto con i corpi sociali" sollecitato dallo stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso di fine anno.   Si tratta di difendere il prodotto simbolo della dieta mediterranea di fronte ad una crisi storica che va affrontata responsabilmente con interventi straordinari a livello regionale e nazionale, come dimostra lo studio “Salvaolio” della Coldiretti che sarà presentato nell’occasione.   Dalla inarrestabile strage provocata dalla Xylella in Puglia alle contraffazioni, dall’invasione di olio straniero a dazio zero al falso Made in Italy fino ai cambiamenti climatici e gli effetti dei disastrosi eventi estremi, sono alcune delle criticità da affrontare per salvare un comparto strategico per la salute dei cittadini, il presidio del territorio, l'economia e  l’occupazione che vede impegnate oltre 400mila aziende agricole. http://www.campania.coldiretti.it/manovra-agricoltori-in-piazza-nella-capitale.aspx?KeyPub=GR-CD_CAMPANIA_HOME|CD_CAMPANIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126651521 Mon, 07 Jan 2019 10:39:42 GMT FESTE NATALIZIE IN AGRITURISMO, COLDIRETTI: CAMPANIA VERSO SOLD OUT Cucina contadina e un camino acceso, come da tradizione. Si conferma anche nelle feste natalizie il successo dell’offerta agrituristica in Campania. Lo comunica Coldiretti a seguito della rilevazione di Terranostra Campania - l’associazione che promuove gli agriturismi a marchio Campagna Amica - tra i propri soci. Sui circa 100 agriturismi certificati, presenti su tutto il territorio regionale, si va verso il sold out anche per Capodanno. L’offerta è ricca e all’insegna del cibo autentico tra Santo Stefano e il primo dell’anno. Per il giorno di Natale prevalgono le chiusure per poter festeggiare in famiglia. La rete degli agriturismi Campagna Amica della Campania conta circa 6.000 coperti e 800 posti letto, con una diffusione capillare che va dal Matese all’Alta Irpinia, dal Taburno al Cilento, dalla Costiera all’isola d’Ischia, dai Campi Flegrei al Partenio, dai Monti Lattari agli Alburni, dall’Alto Casertano al Fortore. L’accoglienza sarà arricchita dalla presenza degli agrichef, i cuochi contadini, che racconteranno agli ospiti l’origine dei prodotti serviti a tavola, con consigli utili su come valorizzarli. Nelle festività natalizie si conferma anche il trend dei regali enogastronomici, con pranzi e cenoni che diventano la voce più importante del budget che le famiglie italiane destinano alle feste di fine anno, con una spesa complessiva per imbandire le tavole del Natale e del Capodanno di 4,5 miliardi di euro, il 5% in meno dello scorso anno. È quanto emerge dall’analisi Coldiretti/Ixe’ “Il Natale nel piatto” presentata oggi a Roma. La maggior parte della spesa alimentare delle feste è dedicata al pranzo di Natale che il 91% degli italiani, secondo l’indagine Coldiretti/Ixé, consumerà nelle case con effetti anche sul contenimento della spesa. Ad aumentare – continua la Coldiretti - è però l’impegno ai fornelli con una media di 3,6 ore per cucinare le pietanze da servire. In particolare la maggioranza del 55% - sottolinea la Coldiretti - resterà in cucina meno di tre ore, il 26% da tre a cinque ore e il 19% oltre cinque ore. Il ritorno in cucina - sottolinea la Coldiretti - è accompagnato anche dalla tendenza verso una scelta attenta degli ingredienti, con una predisposizione elevata alla ricerca di materie prime fresche e genuine. Quest’anno si registra – sottolinea la Coldiretti - una spinta verso regali utili e all’interno della famiglia, tra i parenti e gli amici a partire dall’enogastronomia, per l’affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola, che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio. Il regalo di prodotti dell’enogastronomia è quello meno riciclato e non è un caso che quasi un italiano su quattro (24%) ha scelto proprio di donare per le festività di fine anno prodotti alimentari tipici. Il menu resta fortemente legato alla tradizione Made in Italy come dimostra il fatto che è immancabile sull’87% delle tavole della festa lo spumante italiano. Se in Italia lo spumante si classifica al primo posto negli acquisti irrinunciabili per le feste, all’estero – continua la Coldiretti – non sono mai state richieste così tante bollicine italiane con un balzo del 13% del valore delle esportazioni, sulla base delle spedizioni registrate dall’Istat nei primi nove mesi. www.eatoriginal.eu http://www.campania.coldiretti.it/feste-natalizie-in-agriturismo-coldiretti-campania-verso-sold-out.aspx?KeyPub=GR-CD_CAMPANIA_HOME|CD_CAMPANIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126543514 Fri, 04 Jan 2019 11:54:21 GMT FISCO: COLDIRETTI, SCATTA OBBLIGO FATTURA ELETTRONICA Con il nuovo anno scatta per i titolari di partita Iva l’obbligo della fatturazione elettronica. Ad annunciarlo è la Coldiretti in occasione dell’entrata in vigore della nuova normativa che prevede l’addio alla vecchia fattura cartacea che viene integralmente sostituita da quella in formato elettronico. Quest’ultima viene prodotta in formato digitale e inviata al cliente attraverso il Sistema di interscambio (Sdi) il quale emette a sua volta la “ricevuta di recapito”, che rappresenta la garanzia che il documento è stato ricevuto. I dati obbligatori da riportare nella fattura elettronica – ricorda Coldiretti - restano gli stessi delle fatture cartacee. L’unica informazione aggiuntiva è la necessità di avere l’indirizzo telematico del cliente al quale inviare la fattura. La novità interessa anche 500 mila aziende agricole e per aiutarle ad adeguarsi la Coldiretti ha predisposto una apposita task force nei propri uffici su tutto il territorio nazionale. Sul portale del socio Coldiretti https://socio.coldiretti.it è disponibile il servizio di “Fatturazione digitale Digit” che offre la gestione digitalizzata delle fatture integrata con l’intero ciclo attivo della contabilità d’impresa facilitata da un programma avanzato che consente di monitorare prodotti, listini e clienti direttamente da pc e tablet. Ma l’emissione della fattura elettronica può anche essere svolta attraverso gli uffici di Impresa Verde Coldiretti presenti in ogni provincia italiana che erogherà il servizio con la conservazione delle fatture stesse. Nei primi sei mesi di applicazione – aggiunge Coldiretti - la normativa ha previsto un avvio soft con le fatture elettroniche che dovranno essere predisposte entro la scadenza della liquidazione periodica dell’Iva (che sia mensile o trimestrale). Nei sei mesi successivi la fattura potrà essere emessa e trasmessa allo Sdi entro dieci giorni dall’operazione. Anche le sanzioni saranno ridotte al minimo nel primo periodo di applicazione. Dall’obbligo – conclude la Coldiretti - sono parzialmente esonerati i piccoli produttori agricoli, fino a 7 mila euro di volume d’affari, che erano esonerati per legge dall’emissione di fatture anche prima dell’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica. http://www.campania.coldiretti.it/fisco-coldiretti-scatta-obbligo-fattura-elettronica.aspx?KeyPub=GR-CD_CAMPANIA_HOME|CD_CAMPANIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=126543396 Fri, 04 Jan 2019 11:50:42 GMT CONSUMI: COLDIRETTI, STOP INGANNI, IN VIGORE ETICHETTA SALVA PANE Arrivano le nuove norme per distinguere in etichetta il pane fresco da quello “conservato o a durabilità prolungata” con specifiche prescrizioni in merito alla denominazione e alla modalità di esposizione in vendita di quest'ultimo. Lo rende noto la Coldiretti in riferimento all’entrata in vigore il 19 dicembre 2018 del Decreto 1° ottobre 2018, n. 131 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 19 novembre. Il pane che ha subito processi di surgelazione e congelamento o che contiene additivi chimici e conservanti – sottolinea la Coldiretti - non potrà essere più venduto per fresco e dovrà obbligatoriamente avere una etichetta con la scritta “conservato” o a durabilità prolungata. Potrà quindi ora essere denominato “pane fresco” – continua la Coldiretti - solo il pane preparato secondo un processo di preparazione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento o surgelazione, ad eccezione del rallentamento del processo di lievitazione, privo di additivi conservanti e di altri trattamenti aventi effetto conservante. Per “processo di preparazione continuo” – precisa la Coldiretti - si intende un processo per il quale, dall’inizio della lavorazione alla messa in vendita al consumatore, non trascorrano più di 72 ore. Sono infatti previste norme – precisa la Coldiretti - per il “pane conservato o a durabilità prolungata”, nel caso venga utilizzato un metodo di conservazione ulteriore rispetto ai metodi già sottoposti agli obblighi informativi previsti dalla normativa (ad es. pane precotto surgelato o meno). Per questa tipologia di pane nel momento della vendita deve essere fornita una adeguata informazione, al fine di evitare che il consumatore possa essere indotto in errore, riguardo il metodo di conservazione utilizzato nel processo produttivo nonché le modalità per la sua conservazione ed il consumo, attraverso un’apposita dicitura da riportare sul cartello negli specifici comparti in cui viene collocato, distinti rispetto a quelli in cui viene esitato il pane fresco. Infine, oltre alle indicazioni sul pane, il Ministero fornisce – continua la Coldiretti - anche una definizione di panificio, ossia “l’impresa che dispone di impianti di produzione di pane ed eventualmente altri prodotti da forno e assimilati o affine e svolge l’intero ciclo di produzione dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale”.  Il nuovo decreto fa chiarezza sulla denominazione del pane fresco ma – continua la Coldiretti - resta il problema di prevedere anche per il pane l’etichettatura obbligatoria dell’origine delle farine utilizzate: infatti, solo una etichettatura trasparente può consentire ai consumatori di compiere scelte consapevoli e alle imprese di far emergere il valore distintivo dei prodotti agricoli. I consumi di pane degli italiani si sono praticamente dimezzati negli ultimi 10 anni ed hanno raggiunto il minimo storico con appena 80 grammi a testa al giorno per persona, un valore molto lontano da quello dell’Unità d’Italia nel 1861 in cui – ricorda la Coldiretti – si mangiavano ben 1,1 chili di pane a persona al giorno. Con il taglio dei consumi – sottolinea la Coldiretti – si è verificata però una svolta qualitativa con la crescita dell´interesse per il pane biologico e di grani antichi e per quello con contenuti salutistici e ad alto valore nutrizionale: a lunga lievitazione, senza grassi, con poco sale, integrale, a km 0 come il pane realizzato direttamente dai produttori agricoli di campagna amica anche con varietà di grano locali spesso di varietà salvate dall’estinzione. A Il nuovo decreto salva anche i pani della tradizione popolare italiana tra i quali ben 6 sono stati addirittura riconosciuti dall’Unione Europea. La Coppia ferrarese, la pagnotta del Dittaino, il pane casareccio di Genzano, il pane di Altamura, il Pane Toscano e il pane di Matera sono i prodotti registrati e tutelati a livello comunitario che hanno permesso all’Italia di conquistare il primato Europeo ma – conclude la Coldiretti – sono centinaia le specialità tradizionali censite dalle diverse regioni. Si va dal “Pane Cafone” della Campania, così chiamato perché con questo termine erano chiamati i contadini al tempo dei Borboni, al “Pan rustegh” della Lombardia che giustifica il vecchio detto “pane di villano, rustico ma sano”, dal “Pan ner” della Val D’Aosta ottenuto da un impasto di segale e frumento, alla “Lingua di Suocera” piemontese nel cui nome è sin troppo evidente il riferimento, per la verità un po’ cattivello, alla lunghezza della lingua delle suocere. Il “pane cafone” nella ricetta tradizionale napoletana viene realizzato con il lievito madre, che deve essere alimentato quotidianamente con acqua, farina di grano tenero e sale, e lasciato fermentare per diverse ore. La lievitazione deve essere lenta e avvenire su tavole di legno, l’impasto avvolto in teli di juta per permetterne la traspirazione. I filoni o le pagnotte, di grandi pezzature (3-4 kg) e privi di tagli sulla superficie, vanno cotti in forni a legna con una base di pietra refrattaria. La mollica è color avorio, morbida e con una buona alveolatura. La crosta, croccante e spessa quasi mezzo centimetro, permette di mantenere l’umidità, motivo per cui questo pane si conserva a lungo, anche per una settimana. http://www.campania.coldiretti.it/consumi-coldiretti-stop-inganni-in-vigore-etichetta-salva-pane.aspx?KeyPub=GR-CD_CAMPANIA_HOME|CD_CAMPANIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125929334 Wed, 19 Dec 2018 16:58:08 GMT AGRICOLTURA, QUANTO VALE INVESTIRE SUI GIOVANI?  La nuova agricoltura e l’effetto moltiplicatore delle risorse investite sui giovani saranno gli argomenti di un convegno promosso da Coldiretti Campania, che si terrà venerdì 30 novembre 2018 alle ore 17 presso le Terme Capasso di Contursi Terme (Sa). La tavola rotonda dal tema “Quanto vale investire sui giovani agricoltori?”, organizzata in collaborazione con la BCC di Buccino e Comuni Cilentani, sarà aperta da Veronica Barbati, delegata regionale di Coldiretti Giovani Impresa, che presenterà una relazione sui dati delle risorse derivanti dalla Pac e dal Psr, sia per quanto riguarda le misure a superficie che per le strutturali. Al dibattito parteciperà Raffaele Borriello, direttore generale di Ismea, Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, che ha tra i suoi obiettivi l’affiancamento delle Regioni nelle attività di riordino fondiario, attraverso la formazione e l'ampliamento della proprietà agricola, favorendo il ricambio generazionale in agricoltura in base ad uno specifico regime di aiuto approvato dalla Commissione europea. A seguire interverrà Franco Alfieri, capo della segreteria del Presidente della Regione Campania. Gli interventi istituzionali saranno affiancati dalle relazioni tecniche di Salvatore Angione e Lucio Alfieri, rispettivamente direttore generale e presidente della BCC, e del prof. Giovanni Quaranta, docente di Economia Agraria all’Università della Basilicata. La tavola rotonda sarà moderata da Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania, e le conclusioni saranno affidate a Gennarino Masiello, vicepresidente nazionale di Coldiretti. http://www.campania.coldiretti.it/agricoltura-quanto-vale-investire-sui-giovani-.aspx?KeyPub=GR-CD_CAMPANIA_HOME|CD_CAMPANIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=125113140 Wed, 28 Nov 2018 11:23:16 GMT COLDIRETTI NELLA GIUNTA DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI NAPOLI  NAPOLI – L’agricoltura napoletana sarà rappresentata nella nuova giunta della Camera di Commercio di Napoli dalla Coldiretti, nella persona del direttore regionale e provinciale Salvatore Loffreda. Questa mattina l’elezione dell’esecutivo che affiancherà il presidente Ciro Fiola nel rilancio dell’Ente camerale dopo la lunga fase di commissariamento. “È una vittoria non personale – sottolinea Loffreda – ma il riconoscimento al grande lavoro che Coldiretti ha fatto in questi anni per ridare dignità all’agricoltura partenopea. Fino a poco tempo fa in pochi immaginavano la grande ricchezza agronomica che attraversa la provincia di Napoli, persino all’interno dell’area metropolitana. Abbiamo dato visibilità e coraggio agli agricoltori di Scampia, che coltivano i kiwi più buoni del mondo a pochi metri da luoghi raccontati solo in negativo. Così come abbiamo portato l’agricoltura napoletana nel centro storico della città capoluogo con eventi dedicati alla ciliegia, con le tipicità uniche di Chiaiano, e alla mela annurca, mostrando ai consumatori le due maturazioni e la grande fatica nei melai. Allo stesso modo ogni settimana nei tanti mercati di Campagna Amica diffusi nel capoluogo e nelle principali città limitrofe, i consumatori possono acquistare con fiducia dagli agricoltori le eccellenze coltivate lungo le pendici del Vesuvio e nei terreni vulcanici, come il pomodorino del piennolo, le albicocche e la ricca offerta ortofrutticola. Sapori unici e inimitabili che i contadini napoletani coltivano con orgoglio da millenni. Non dimentichiamo il valore aggiunto della viticoltura napoletana, con gli straordinari vini vesuviani, dell’aerea flegrea, comprese naturalmente le isole. Non a caso a rappresentare quell’agricoltura eroica oggi c’è il presidente Andrea D’Ambra. Oggi più che mai il lavoro di Coldiretti prosegue nella casa delle imprese”. http://www.campania.coldiretti.it/coldiretti-nella-giunta-della-camera-di-commercio-di-napoli.aspx?KeyPub=GR-CD_CAMPANIA_HOME|CD_CAMPANIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124685025 Thu, 15 Nov 2018 15:21:36 GMT SAN MARTINO: COLDIRETTI CAMPANIA, TORNA IL CAPODANNO DEL CONTADINO La storica festa che apriva l’anno agrario torna a vivere in Campania. Per iniziativa di Coldiretti Campania e del Comune di Piedimonte Matese torna il “Capodanno del Contadino”, che coincide con la festa di San Martino. Sabato 10 e domenica 11 novembre rivivrà nella cittadina dell’Alto Casertano la tradizionale “Fiera di San Martino”, diffusa in tutta Italia e legata all’inizio della nuova annata per gli agricoltori e gli allevatori, che in questa occasione potevano vendere e acquistare capi di bestiame, sementi, attrezzature. Con il tempo la fiera si è allargata al commercio generalista fino a smarrire il legame originario con il mondo agricolo. Nel weekend la tradizione torna a vivere in piazza Roma dalle 9 alle 22 con la presenza del Coldiretti Farmers Village, lo spazio multifunzionale che ha riscosso un grande successo durante il ponte dei Santi in piazza Dante a Napoli. Ci sarà la Fattoria degli Animali, realizzata in collaborazione con Aia – Associazione Italiana Allevatori, dove i visitatori potranno trovare esemplari di bovini, bufale, capre, cavalli, asini e animali da cortile. Ampio spazio sarà dedicato al mercato di Campagna Amica, con gli agricoltori della regione in vendita diretta con il cibo a km zero, buono sano e garantito. Sarà allestito uno spazio agriasilo e laboratorio didattico – a cura di Coldiretti Giovani Impresa e Coldiretti Donne Impresa Campania – dove i bambini potranno giocare con i colori della terra, i semi, l’olio extravergine d’oliva, le piante, il ciclo dell’acqua. Il laboratorio dedicato agli assaggi di olio evo sarà curato dall’organizzazione dei produttori olivicoli Aprol Campania. L’area didattica sarà completata dal melaio, una riproduzione realistica in paglia di circa 20 metri della struttura utilizzata dai frutticoltori per l’arrossamento a terra della mela annurca. Sempre per i più piccoli ci sarà il Teatro dei Burattini del maestro Giò Ferraiolo, con lo spettacolo “Pulcinella custode dei sapori”. Coldiretti metterà a disposizione degli studenti dell’Istituto Alberghiero i prodotti di eccellenza che saranno cucinati per la cerimonia inaugurale. Nell’aera workshop, oltre ai momenti di confronto sulla nuova agricoltura a cura di Coldiretti Giovani Impresa, ci sarà la presentazione del libro di Ranieri Gaetani d’Aragona dal titolo “C’era una volta il Torano”, una ricerca storica sul valore dei corsi d’acqua nello sviluppo economico del territorio. Le serate saranno allietate anche dalle musiche popolari, in collaborazione con la Pro Loco, con la partecipazione dei gruppi folk “la Basulata” di Baia e Latina e la Tarantella di Montemarano. “Abbiamo immaginato un percorso di eccellenze – spiega Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania – che restituisca ai giovani il senso di una tradizione di grande valore, non solo per l’agricoltura. La Fiera di San Martino era un’occasione di confronto, un momento di sintesi di una comunità che ruotava intorno all’economia agricola. I cambiamenti e i vincoli burocratici hanno finito per farla scomparire o per trasformarla in un evento diverso. Crediamo che l’inversione di tendenza in agricoltura, con un forte ritorno dei giovani e con il nuovo ruolo che la produzione del cibo ha acquisito nella società, abbia bisogno di essere accompagnata dal recupero delle tradizioni, anche se con un approccio nuovo e moderno”. La Fiera di San Martino cade in occasione della festa del Santo, l’11 novembre. San Martino, vescovo di Tours nel IV secolo, è uno dei santi più celebri fin dal Medioevo perché a lui sono connessi tanti detti, proverbi, riti, usanze e tradizioni gastronomiche in molti luoghi dell'Europa. La leggenda vuole che il santo in una notte d’inverno incontrò un povero viandante che soffriva il freddo, e non avendo denaro da dargli, tagliò a metà il proprio mantello affinché il mendicante avesse qualcosa con cui coprirsi. San Martino divenne ancora più popolare per la collocazione della sua festa nel calendario che coincideva con la fine delle celebrazioni del Capodanno dei Celti, il “Samuin”, che cadeva proprio nei primi dieci giorni di novembre. Quella festa pagana era ancora viva nell’VIII secolo e siccome Martino fu fin dal primo medioevo il santo più popolare d’Occidente, la Chiesa pensò bene di cristianizzare i festeggiamenti celtici trasferendo molte delle sue usanze nella festività del celebre vescovo di Tours. Perciò la festa di San Martino divenne in gran parte dell’Europa una sorta di capodanno. Ma in questi giorni si fa festa anche con il vino novello, da cui il detto “per San Martino ogni mosto è vino”. La tradizione popolare definisce la ricorrenza di San Martino come la “festa dei cornuti”, definizione originata con ogni probabilità proprio alla fiera, che aveva tra i protagonisti principali gli animali con le corna, ma poi traslata ai tradimenti coniugali. http://www.campania.coldiretti.it/-san-martino-coldiretti-campania-torna-il-capodanno-del-contadino.aspx?KeyPub=GR-CD_CAMPANIA_HOME|CD_CAMPANIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124401192 Wed, 07 Nov 2018 13:11:05 GMT COLDIRETTI: GENNARINO MASIELLO RIELETTO VICE PRESIDENTE NAZIONALE “Ci attendono nuove sfide per il consolidamento di un modello vincente di agricoltura e di cibo made in Italy, sano tracciato e garantito, che Coldiretti ha fortemente voluto costruire”. Gennarino Masiello saluta così la sua rielezione a vice presidente nazionale della Coldiretti. L’Assemblea nazionale ha eletto questa mattina a Roma i nuovi vertici nazionali dell’organizzazione, come previsto dallo statuto. Masiello affiancherà il nuovo presidente nazionale Ettore Prandini. “Ringrazio il presidente uscente Moncalvo – sottolinea Masiello – per i cinque anni di intenso lavoro e di grandi conquiste. Coldiretti dimostra ancora una volta di essere capace di esprimere il meglio della classe dirigente di questo Paese. Ettore saprà proseguire il percorso tracciato, aggiungendo la sua passione, le sue competenze e la sua visione maturata in una regione importante come la Lombardia. Il mio impegno continua con rinnovato entusiasmo in un’organizzazione che ha dimostrato di essere punto di riferimento per l’Italia, con il senso di responsabilità di una forza sociale che ha saputo andare oltre la rappresentanza del mondo agricolo, aprendo un dialogo diretto con i cittadini e mettendo al centro l’interesse nazionale, la qualità della vita, la sostenibilità ambientale”. A Masiello e ai nuovi vertici nazionali di Coldiretti rivolgono l’augurio di buon lavoro il direttore regionale Salvatore Loffreda, i presidenti delle federazioni provinciali Francesco Acampora (Avellino), Manuel Lombardi (Caserta), Andrea D’Ambra (Napoli) e Vito Busillo (Salerno), i direttori provinciali Michele Errico, Angelo Milo e Vincenzo Tropiano, i collaboratori e i dipendenti dell’organizzazione. Gennarino Masiello, classe ’72 e papà di due figli, gestisce l’azienda di famiglia situata nei pressi della città di Benevento. Coltiva grano duro e tabacco, oltre a produrre vino e a gestire un agriturismo aderente alla rete Campagna Amica. Dopo gli studi e il diploma di perito agrario, muove i primi passi nel mondo dell'associazionismo nel movimento giovanile della Coldiretti. Nel 1998 diventa delegato nazionale della Coldiretti e nel 2001 il salto alla vicepresidenza nazionale. Nel 2003 diventa presidente di ONT Italia e nel 2004 è eletto presidente di Coldiretti Benevento. Nel 2006 è stato il più giovane presidente di una Camera di Commercio italiana. Dal 2017 è presidente europeo di Elti - European Leaf Tobacco Interbranch, la più grande associazione di produttori e trasformatori del comparto. È stato rieletto presidente di Coldiretti Campania per il prossimo quinquennio.   Ettore Prandini, bresciano, prende il timone di una organizzazione in crescita che ha esteso la propria rappresentanza dalle imprese singole alle cooperative, dal settore agricolo a quello della pesca, dall’agricoltura tradizionale alla filiera agroalimentare con le fattorie, i mercati, e le botteghe di Campagna Amica ed il progetto per una Filiera Agricola tutta Italiana. La Coldiretti, fondata nel 1944, conta su 1,6 milioni di associati ed è una grande forza sociale che rappresenta la maggioranza assoluta delle imprese che operano nell’agricoltura italiana che la rendono la più grande Organizzazione agricola italiana ed europea a cui fanno capo circa il 70% degli iscritti alle Camere di Commercio tra le organizzazioni di rappresentanza. La Coldiretti è anche la prima organizzazione agricola datoriale come numero di imprese che assumono manodopera. La sua diffusione è capillare su tutto il territorio nazionale: 20 federazioni regionali, 95 federazioni interprovinciali e provinciali, 853 Uffici di Zona e 4.143 sezioni comunali. In pratica, l’organizzazione è presente in quasi ogni comune del nostro Paese. Del sistema Coldiretti fa parte, tra l’altro, Creditagri Italia, la prima “banca” degli agricoltori italiani e la Fondazione Campagna Amica della quale fanno parte 7.502 fattorie, 1.187 mercati, e 2.352 agriturismi ai quali si aggiungono botteghe, ristoranti e orti urbani, per un totale di oltre 8.200 punti vendita.   Ettore Prandini sarà affiancato dalla nuova giunta confederale composta dai tre vice presidenti Nicola Bertinelli (Emilia Romagna) e David Granieri (Lazio) e Gennarino Masiello (Campania) oltre che da Maria Letizia Gardoni (Marche), Francesco Ferreri (Sicilia), Daniele Salvagno (Veneto), Savino Muraglia (Puglia) e Roberto Moncalvo (Piemonte). Si tratta della giunta più giovane di sempre con un’età media di 41 anni e 9 mesi, poco superiore a quella media dei presidenti delle Federazioni Coldiretti sul territorio che è di 43 anni e 10 mesi, anch’essa la più bassa della storia. http://www.campania.coldiretti.it/coldiretti-gennarino-masiello-rieletto-vice-presidente-nazionale.aspx?KeyPub=GR-CD_CAMPANIA_HOME|CD_CAMPANIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124400684 Wed, 07 Nov 2018 12:48:38 GMT COLDIRETTI: ETTORE PRANDINI ELETTO PRESIDENTE NAZIONALE Ettore Prandini, 46 anni, lombardo con tre figli, è il nuovo Presidente nazionale di Coldiretti. E’ stato eletto all’unanimità dall’Assemblea dei delegati di tutte le regioni riunita presso Palazzo Rospigliosi a Roma, sede della maggiore organizzazione di imprese agricole d’Italia con 1,6 milioni di associati. Laureato in giurisprudenza, Prandini guida un’azienda zootecnica di bovini da latte e gestisce un’impresa vitivinicola con produzione di Lugana. Dal 2006 è alla guida della Coldiretti Brescia mentre dal 2012 è al vertice della Coldiretti Lombardia. Dal 2013 è inoltre vice Presidente dell’Associazione Italiana Allevatori e Presidente dell’Istituto Sperimentale Italiano “L. Spallanzani”. E’ stato eletto Presidente nazionale di Coldiretti dopo aver ricoperto per quattro anni la carica di vice Presidente nazionale.   “In un momento così importante con sfide e cambiamenti per il nostro Paese, l’agroalimentare Made in Italy rappresenta una certezza da cui partire per far crescere economia ed occupazione ma anche per tutelare l’ambiente, il territorio e la sicurezza dei cittadini” spiega il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini e aggiunge “Gli agricoltori stanno facendo la loro parte ma possiamo e dobbiamo dare di più creando le condizioni per garantire reddito alle imprese, rilanciando un sistema in grado di offrire prezzi più giusti alla produzione, meno burocrazia e maggiore competitività, a partire da una politica di accordi di libero scambio che non penalizzino i nostri prodotti a livello internazionale fino a una legge comunitaria per l’etichettatura d’origine che garantisca vera trasparenza e libertà di scelta ai consumatori.”.   Prandini prende il timone di una organizzazione in crescita che ha esteso la propria rappresentanza dalle imprese singole alle cooperative, dal settore agricolo a quello della pesca, dall’agricoltura tradizionale alla filiera agroalimentare con le fattorie, i mercati, e le botteghe di Campagna Amica ed il progetto per una Filiera Agricola tutta Italiana. La Coldiretti, fondata nel 1944, conta su 1,6 milioni di associati ed è una grande forza sociale che rappresenta la maggioranza assoluta delle imprese che operano nell’agricoltura italiana che la rendono la più grande Organizzazione agricola italiana ed europea a cui fanno capo circa il 70 per cento degli iscritti alle Camere di Commercio tra le organizzazioni di rappresentanza. La Coldiretti è anche la prima organizzazione agricola datoriale come numero di imprese che assumono manodopera. La sua diffusione è capillare su tutto il territorio nazionale: 20 federazioni regionali, 95 federazioni interprovinciali e provinciali, 853 Uffici di Zona e 4.143 sezioni comunali. In pratica, l’organizzazione è presente in quasi ogni comune del nostro Paese. Del sistema Coldiretti fa parte, tra l’altro, Creditagri Italia, la prima “banca” degli agricoltori italiani e la Fondazione Campagna Amica della quale fanno parte 7.502 fattorie, 1.187 mercati, e 2.352 agriturismi ai quali si aggiungono botteghe, ristoranti e orti urbani, per un totale di oltre 8.200 punti vendita.   Ettore Prandini sarà affiancato dalla nuova giunta confederale composta dai tre vice presidenti Nicola Bertinelli (Emilia Romagna) e David Granieri (Lazio) e Gennaro Masiello (Campania) oltre che da Maria Letizia Gardoni (Marche), Francesco Ferreri (Sicilia), Daniele Salvagno (Veneto), Savino Muraglia (Puglia) e Roberto Moncalvo (Piemonte). Si tratta della giunta più giovane di sempre con un’età media di 41 anni e 9 mesi, poco superiore a quella media dei presidenti delle Federazioni Coldiretti sul territorio che è di 43 anni e 10 mesi, anch’essa la più bassa della storia. http://www.campania.coldiretti.it/coldiretti-ettore-prandini-eletto-presidente-nazionale.aspx?KeyPub=GR-CD_CAMPANIA_HOME|CD_CAMPANIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=124400634 Wed, 07 Nov 2018 12:45:39 GMT PRODUZIONE OLIO, COLDIRETTI: IN CAMPANIA -30% CAUSA MALTEMPO  Il freddo in fase di fioritura e le raffiche di vento di fine settembre fanno crollare del 30% la produzione di olio di oliva in Campania. Lo comunica la Coldiretti regionale in occasione della giornata dell’olio in corso al Villaggio contadino del Circo Massimo a Roma, in base alle previsioni divulgate dall’Ismea. In Campania il raccolto previsto è di 11,5 milioni di chili. Il calo interessata tutto il territorio nazionale e la produzione dell’olio made in Italy che risente di una diminuzione media del 38%. Un andamento che – stima la Coldiretti – si riflette sulla produzione a livello mondiale dove si prevede un forte calo dell’8% dei raccolti per una previsione di poco più di 3 miliardi di chili. Ad influire è anche il crollo della produzione pure in Grecia con circa 240 milioni di chili (-31%) e in Tunisia dove non si dovrebbero superare i 120 milioni di chili (-57%) mentre in Portogallo è praticamente stabile a 130 milioni di chili. In controtendenza la Spagna che si conferma leader mondiale, dove si stimano circa 1,5-1,6 miliardi di chili con un aumento del 23%, oltre la metà della produzione mondiale. “Le previsioni confermano quanto avevamo rilevato sul territorio – commenta Francesco Acampora, presidente dell’organizzazione di produttori olivicoli Aprol Campania – attraverso il monitoraggio dei nostri circa 15 mila soci dislocati su tutta la regione. Il calo di produzione può diventare l’occasione per il moltiplicarsi delle frodi, pertanto invitiamo i consumatori a comprare solo prodotti confezionati e tracciabili, non lo sfuso. A tale proposito Aprol Campania lancerà da novembre un’iniziativa di formazione ed informazione nei mercati di Campagna Amica, rivolta ai cittadini con laboratori di assaggio dell’olio e focus per leggere e comprendere correttamente l’etichetta, favorendo pertanto acquisti e consumi consapevoli. Ci sarà la possibilità anche di prenotare analisi sull’acidità dell’olio”. “L’olio di oliva campano – sottolineano Gennarino Masiello e Salvatore Loffreda, presidente e direttore di Coldiretti Campania – rappresenta una delle bandiere del made in Campania in Italia e nel mondo, con performance crescenti in particolare nell’extravergine e nelle bio, dop e igp, molto apprezzate fino al Giappone. L’olivicoltura è costretta a fare i conti con tanti nemici, dalla mosca al climate change. Ma il nemico peggiore è rappresentato dalle frodi alimentari, da chi spaccia per olio italiano miscele di oli senza identità e senza i vincoli e gli investimenti in qualità dei nostri agricoltori. Pertanto invitiamo i consumatori a rivolgersi con fiducia direttamente ai contadini, acquistando olio evo nei mercati e nei punti vendita Campagna Amica”.                          Produzione Italiana di olio di pressione (tonnellate)     2013   2014   2015   2.016   2017   2018°   Var. %°   Piemonte   14   4   5   7   8   8   0%   Lombardia   911   221   627   745   572   572   0%   Trentino Alto Adige   347   200   282   327   330   363   10%   Veneto   888   957   1.761   2.182   1.110   1.554   40%   Friuli Venezia Giulia   42   50   134   118   105   105   0%   Liguria   6.910   1.992   5.568   1.644   4.165   6.248   50%   Emilia Romagna   661   642   1.208   973   1.242   1.118   -10%   Toscana   16.615   6.197   19.202   15.093   15.496   17.820   15%   Umbria   6.710   1.074   5.781   4.398   4.458   5.350   20%   Marche   3.780   1.763   5.135   1.607   5.453   3.272   -40%   Lazio   24.960   5.655   20.877   11.025   18.574   14.859   -20%   Abruzzo   19.211   4.143   14.715   3.488   14.464   11.571   -20%   Molise   6.578   1.463   4.006   1.665   3.601   3.601   0%                   Puglia   179.393   134.757   242.169   103.791   205.983   86.513   -58%   Basilicata   6.918   2.485   8.162   1.212   7.037   7.037   0%   Calabria   98.102   25.241   66.365   12.345   71.157   46.964   -34%   Sicilia   44.186   22.620   52.409   13.941   52.381   39.286   -25%   Sardegna   5.500   7.442   6.882   3.443   6.370   6.370   0%   ITALIA   465.946   222.007   474.620   182.325   428.920   264.101   -38%   Fonte: Elaborazioni Coldiretti su previsioni Ismea http://www.campania.coldiretti.it/produzione-olio-coldiretti-in-campania-30-causa-maltempo.aspx?KeyPub=GR-CD_CAMPANIA_HOME|CD_CAMPANIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123801777 Thu, 18 Oct 2018 12:30:50 GMT VILLAGGIO COLDIRETTI DI ROMA: CAMPANIA SUPERSTAR CON 10 MILA KG DI ECCELLENZE Nella più grande kermesse della storia dedicata al cibo autentico degli agricoltori italiani, la Campania ha celebrato il suo successo con oltre 10 mila chili di eccellenze agroalimentari acquistate da cittadini e turisti. È il bilancio che traccia Coldiretti Campania sulla tre giorni del Villaggio contadino di Roma, che ha visto la presenza di oltre un milione di visitatori. I prodotti degli agricoltori campani in vendita diretta i più apprezzati nel mercato di Campagna Amica sono stati le mele annurche (3.000 kg), la mozzarella di bufala (1.000 kg), i formaggi di latte vaccino (1.500 kg), il caciocavallo di Castelfranco (300 kg), i limoni di Amalfi (800 kg), i pomodorini del piennolo del Vesuvio (300 kg), il prosciutto di maialino nero casertano (200 kg), le nocciole di Giffoni (500 kg), le noci di Sorrento (900 kg), pane, taralli e biscotti con grano Senatore Cappelli (500 kg), il miele biologico (100 kg), pasta con grano 100% italiano (250 kg). Nei tre giorni del fine settimana, che ha portato negli ottantamila metri quadrati di mercati del Circo Massimo, cibo di strada contadino ed esposizioni ad hoc dove è stato possibile acquistare direttamente dagli agricoltori le eccellenze del made in Italy, ma anche gustare piatti di altissima qualità con i menu preparati dagli agrichef di Campagna Amica con le ricette della tradizione degli agriturismi a prezzi popolari, per dare a tutti la possibilità di vivere un giorno da gourmet. Sette gli agrichef della Campania presenti: Antonio Carbone, Isabella Frangiosa, Ferdinando del Vecchio, Alessandra Russo, Lucia Giannattasio, Simona Briganti e Gianluca Scognamiglio. Si sono distinti nelle attività di cooking show, nella preparazione di piatti tradizionali e nell’area agriasilo, dove hanno intrattenuto migliaia di bambini con laboratori di cucina e di educazione alimentare. Gli agrichef sono ormai una realtà forte e autorevole nel racconto del cibo autentico e del vero agriturismo "Doc" italiano, grazie alla rete degli Agriturismi Campagna Amica promossa da Coldiretti e Terranostra. Pieno successo – prosegue la Coldiretti – si è registrato anche per i Sigilli di Campagna Amica, i prodotti della biodiversità agricola italiana che nel corso dei decenni sono stati strappati all’estinzione e che sono andati letteralmente a ruba tanto da aver costretto i produttori di Campagna Amica a doversi rifornire anche più volte al giorno. Tra le varie aree una delle più “gettonate” – rileva la Coldiretti – è stata sicuramente la fattoria degli animali dove gli splendidi esemplari di mucche, cavalli, asini, maiali, capre, pecore, polli, tacchini e conigli hanno attirato l’attenzione di grandi e bambini, con una notazione particolare per l’asino albino dell’Asinara. “La Campania si conferma terra di grande fascino per i consumatori di tutto il mondo – commentano il vicepresidente nazionale di Coldiretti Gennarino Masiello e il direttore regionale Salvatore Loffreda – a dimostrazione di quanti traguardi è ancora possibile raggiungere per far crescere il settore agricolo, soprattutto grazie alla multifunzionalità rappresentata da Campagna Amica. Il successo del Villaggio contadino a Roma testimonia l’enorme crescita della sensibilità dei consumatori verso stili di vita sani e in equilibrio con la natura per i quali l’agricoltura può offrire i primati conquistati nella qualità, nella sostenibilità ambientale e nella sicurezza alimentare a livello europeo e mondiale”. http://www.campania.coldiretti.it/villaggio-coldiretti-di-roma-campania-superstar-con-10-mila-kg-di-eccellenze.aspx?KeyPub=GR-CD_CAMPANIA_HOME|CD_CAMPANIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123801679 Thu, 18 Oct 2018 12:28:36 GMT CASTAGNE, COLDIRETTI CAMPANIA DENUNCIA SPECULATORI SU CASO MUFFE   “Dopo il parassita cinipide ora i nemici delle castagne sono gli speculatori”. Così Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania, denuncia l’allarmismo diffuso sulla presenza delle muffe nelle castagne, che sta mettendo in serio pericolo un comparto che si sta risollevando a fatica da una piaga biblica. “Ci chiediamo – incalza Loffreda – a chi giova raccontare che le castagne della Campania sono marce e inutilizzabili? Tra poco cominceranno ad arrivare le castagne dalla Spagna e dal Portogallo e suona sospetto l’intervento di chi dichiara la presenza diffusa del marciume nei frutti. Il problema esiste evidentemente, a causa di una stagione metereologica caratterizzata da abbondanti piogge. Tuttavia i castanicoltori stanno già adottando gli strumenti per limitare il danno, adottando la raccolta precoce del prodotto a terra, il conferimento giornaliero, il non utilizzo di contenitori e ambienti che aumentano umidità e temperatura, la trasformazione e la lavorazione in giornata, la diversificazione delle fasi di selezionatura del prodotto e i test di presenza continui. L’allarmismo rischia di compromettere gli sforzi per garantire prodotti alta qualità. Coldiretti invita l’agroindustria e a tutti gli attori della filiera a fare il massimo sforzo per difendere le castagne di qualità, isolando i tentativi di far crollare i prezzi. Se i buyer non ritirano il prodotto, la situazione diventa drammatica. L’appello che facciamo ai consumatori è di acquistare castagne italiane e di chiedere la provenienza anche nei trasformati. Così come ci fu un gara di solidarietà nell’acquistare il Parmigiano spaccato dal terremoto in Emilia e le Melinda colpite dalla grandine, Coldiretti Campania invita i consumatori a difendere e ad acquistare le castagne campane, un prodotto di qualità e dal grande valore ambientale”: La castanicoltura regionale – spiega Coldiretti Campania – vive un disagio, superata la fase del cinipide, dovuto a diversi aspetti tra cui le forti escursioni termiche, i venti e la presenza della muffa. Quest’ultima è stata generata da un’annata non particolarmente felice e caratterizzata da eccesso di umidità. Da precisare che non esistono ad oggi sul mercato macchine in grado di rilevare la presenza del marciume interno e quindi i test vengono effettuati meccanicamente attraverso il sezionamento delle castagne. La produzione sarà comunque del 20/30% rispetto al potenziale, secondo stime attuali ma non definitive perché la raccolta è in corso. La muffa colpisce tra il 10 e il 30% della raccolta. Questo aspetto è molto preoccupante perché richiede uno sforzo notevole da parte degli attori della filiera castanicola per poter garantire al consumatore finale un prodotto che rispecchia gli standard di qualità. Infatti tutti gli operatori, dai castanicoltori agli artigiani e ai trasformatori, si stanno adoperando al massimo per attuare tutte quelle tecniche e attenzioni necessarie per limitarne la presenza. Le escursioni climatiche – sottolinea Coldiretti Campania – deve stimolare una riflessione nel castanicoltore, che deve fare un passo decisivo verso una gestione innovativa del proprio frutteto, con tecniche mirate a rafforzare la fisiologia della pianta e a limitare al massimo tutte le patologie che una pianta debole non riesce a contrastare. Va anche evidenziata l’importanza che riveste la biodiversità del castagno per l’ecosistema e l’enorme sforzo fatto con la lotta biologica al cinipide. La Coldiretti chiede ai castanicoltori di non mollare adoperando le tecniche agronomiche necessarie e mette a disposizione tutta la consulenza tecnica necessaria. Coldiretti Campania, infine, si sta già attivando presso la Regione per chiedere di continuare a supportare il comparto, attraverso azioni di conclamazione della calamità e attraverso la creazione di un tavolo fitosanitario in grado di stimolare e supportare i Ministeri preposti alla registrazione di prodotti fitosanitari che possano aiutare a difendere i castagneti sia per l’agricoltura integrata che biologica. http://www.campania.coldiretti.it/castagne-coldiretti-campania-denuncia-speculatori-su-caso-muffe.aspx?KeyPub=GR-CD_CAMPANIA_HOME|CD_CAMPANIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123801492 Thu, 18 Oct 2018 12:23:20 GMT SANNIO “CITTÀ EUROPEA DEL VINO”, MASIELLO (COLDIRETTI): VITTORIA PER NUOVO MODELLO AGRICOLO  BENEVENTO - “L’ufficializzazione del territorio ‘Sannio Falanghina’ come Città Europea del Vino 2019 rappresenta una grande opportunità per il sistema economico provinciale e regionale, ma soprattutto per affermare definitivamente un nuovo modello agricolo che alza l’asticella della viticoltura sannita verso la qualità, la capacità di stare sul mercato, il legame con il turismo. Complimenti ai sindaci dei cinque Comuni e alle Istituzioni coinvolte per l’ottimo lavoro svolto”. È il commento di Gennarino Masiello, presidente provinciale e vicepresidente nazionale di Coldiretti, dopo il via libera arrivato ieri sera al dossier consegnato a Bruxelles che dichiara Capitale Europea del vino EWC 2019 i territori di Guardia Sanframondi (capofila), Castelvenere, Sant'Agata dei Goti, Solopaca e Torrecuso. L’ultima volta per l’Italia è stata nel 2016, che vide protagonista l’areale veneto di Valdobbiadene-Conegliano. “Coldiretti è pronta a fare la sua parte – sottolinea Masiello – per costruire valore dopo la decisione favorevole della rete europea Recevin. Sosterremo le Amministrazioni comunali, il Consorzio di Tutela e la Regione nello sforzo definitivo necessario a realizzare un evento unico e straordinario. Il Sannio ha quasi la metà dei vigneti della Campania e sta recuperando terreno in termini di marketing, investendo in consulenza tecnica per migliorare la produzione. I vini sanniti continuano a farsi apprezzare in Italia e nel mondo, pur avendo ancora ampi margini di crescita. L’occasione d’oro del 2019 può dare la spinta definitiva. Il nuovo modello agricolo, che ruota intorno alla multifunzionalità delle aziende e alle filiere trasparenti, deve essere l’obiettivo di tutto il sistema territoriale, innescando contaminazioni e indotto anche negli altri settori. Brinderemo con la Falanghina al tramonto definitivo dell’idea di un modello fordista per questa provincia, che ha lasciato in eredità solo cemento e capannoni abbandonati. L’agricoltura è il passato, il presente e il futuro del Sannio”. http://www.campania.coldiretti.it/sannio-citta-europea-del-vino-masiello-coldiretti-vittoria-per-nuovo-modello-agricolo.aspx?KeyPub=GR-CD_CAMPANIA_HOME|CD_CAMPANIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123801409 Thu, 18 Oct 2018 12:19:48 GMT APRE IL XVII FORUM INTERNAZIONALE DELL’AGRICOLTURA E DELL’ALIMENTAZIONE Venerdì 19 ottobre dalle ore 9,00 a Villa d’Este di Cernobbio (Lago di Como) inizia la diciassettesima edizione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione organizzato dalla Coldiretti in collaborazione con  The European House Ambrosetti con l’apertura del “Salone della creatività Made in Italy” e le dimostrazioni pratiche dei giovani finalisti al premio per l’innovazione Oscar Green per scoprire dal vivo i capolavori di ingegno realizzati grazie al talento italiano, con un ritorno epocale alla campagna che non avveniva dalla rivoluzione industriale, testimoniato dall’Indagine Coldiretti illustrata dal presidente Roberto Moncalvo. Tra gli appuntamenti, la presentazione del Rapporto Coldiretti/Censis su “I trend innovativi dell’alimentazione in Italia” con i nuovi valori del cibo, le dimensioni economiche ed occupazionali, le forme emergenti di consumo e i più recenti orientamenti di acquisto. Nelle sessioni dei lavori si affronterà l’attualità, dal contrasto alle frodi a tavola alla manovra. Focus anche sui temi ambientali con il ruolo del verde urbano nella lotta all’inquinamento e ai cambiamenti climatici anche con la prima top ten delle piante “mangiasmog” che saranno esposte per l’occasione nel giardino di Villa d’Este. Sabato 20 Ottobre, con inizio alle ore 9,00, spazio al commercio internazionale e al nuovo atteggiamento degli italiani nei confronti dell’Unione Europea con l’indagine Coldiretti/Ixe’ con approfondimenti anche su dazi e difesa del Made in Italy. Sarà apparecchiata la “tavola della vergogna” con i prodotti alimentari ottenuti dallo sfruttamento dei lavoratori e dell’ambiente che arrivano sugli scaffali dei supermercati, spesso anche grazie ad agevolazioni dell’Unione Europea. Presentazione dell’iniziativa dei cittadini europei “Eat original! Unmask your food”, in favore dell'indicazione dell'origine dei prodotti alimentari che coinvolge sette Stati membri dell’Unione e sessione dei lavori dedicata a “Il cibo italiano fa squadra” con i campioni del Made in Italy. Sarà presente la delegazione della federazione regionale di Coldiretti Campania, guidata dal presidente Gennarino Masiello insieme al direttore Salvatore Loffreda, con la presenza del presidente di Coldiretti Napoli Andrea D’Ambra, del presidente di Coldiretti Salerno Vito Busillo e della delegata regionale di Coldiretti Giovani Impresa Veronica Barbati. In ordine alfabetico, sono previsti gli interventi, tra gli altri, di Vytenis Andriukaitis (Commissario Europeo Salute), Catia Bastioli (Novamont), Paolo Bedoni (Cattolica Assicurazioni), Tiziana Beghin (Europarlamentare M5S), Alfonso Bonafede (Ministro Giustizia), Raffaele Borriello (Direttore Ismea), Renato Brunetta (Deputato Forza Italia), Giorgio Calabrese (Nutrizionista), Gian Carlo Caselli (Osservatorio Agromafie), Gian Marco Centinaio (Ministro Agricoltura e Turismo), Lucien Cernat (Commissione Ue), Gherardo Colombo (Uecoop), Paolo De Castro (Europarlamentare PD), Vincenzo De Luca (Presidente Regione Campania), Giuseppe De Rita (Censis), Mario Federico (McDonald’s Italia), Enrico Flamini (Agenzia Spaziale Italiana), Carlo Gherardi (Presidente Crif), Giancarlo Giorgetti (Sottosegretario Presidenza Consiglio), Attilio Fontana (Presidente Regione Lombardia), Francesco Greco (Procuratore capo di Milano), Theresa Halas (Solidarnosc), Stefano Lucchini (Intesa – Sanpaolo), Giampiero Maioli (Crédit Agricole), Maurizio Martina (Segretario PD), Alfonso Pecoraro Scanio (Univerde), Arnold Puech d’Alissac (Fnsea), Ermete Realacci (Symbola), Matteo Salvini (Vicepremier e Ministro Interno), Giorgio Sant’Ambrogio (Federdistribuzione), Luigi Scordamaglia (Federalimentare), Eugenio Sidoli (Philip Morris Italia), Antonio Tajani (Presidente Parlamento Europeo), Piero Tamburini (S.E.C.I. - Gruppo Maccaferri), Giulio Tremonti (Presidente Aspen), Federico Vecchioni (Amministratore Delegato Bonifiche Ferraresi), Giovanni Toti (Presidente Regione Liguria), Giovanni Tria (Ministro Economia) e Nicola Zingaretti (Presidente Regione Lazio). http://www.campania.coldiretti.it/apre-il-xvii-forum-internazionale-dell-agricoltura-e-dell-alimentazione.aspx?KeyPub=GR-CD_CAMPANIA_HOME|CD_CAMPANIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123801246 Thu, 18 Oct 2018 12:13:49 GMT COLDIRETTI CAMPANIA, PADRE ALFONSO RICCI NUOVO CONSIGLIERE ECCLESIASTICO NAPOLI - Il Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo Metropolita di Napoli, ha nominato Padre Alfonso Ricci consigliere ecclesiastico per Coldiretti Campania e Napoli, con l'approvazione della Conferenza Episcopale Campana. A Padre Alfonso il benvenuto del presidente Gennarino Masiello e del direttore Salvatore Loffreda, che hanno proposto al Cardinale Sepe il nome dell’ex parroco di Villaricca, dove si è particolarmente distinto per l’attenzione verso gli agricoltori, ospitando e favorendo presso la parrocchia di San Pasquale Baylon numerose iniziative della Coldiretti a sostegno dei giovani, delle donne e degli anziani. La Coldiretti ispira la propria azione alla storia e ai princìpi della Scuola cristiano-sociale. La presenza del Consigliere Ecclesiastico nella Coldiretti è postulata da questa identità ed è intesa come servizio per illuminare le scelte programmatiche e comportamentali perché siano coerenti con i dettati dell'ispirazione cristiana. Il Consigliere Ecclesiastico è chiamato a svolgere il suo compito nel rispetto della legittima autonomia dell'Organizzazione. I responsabili, da parte loro, si impegnano a valorizzare questa figura nel modo più opportuno. Il Consigliere Ecclesiastico, in quanto espressione della sollecitudine pastorale della Chiesa per la formazione dei laici nel mondo del lavoro, opera ai diverse livelli per mantenere rapporti di collaborazione tra Federazioni, Conferenza Episcopale e Ufficio per i problemi sociali e il lavoro con i Vescovi e le strutture diocesane che animano la pastorale del lavoro. Il Consigliere Ecclesiastico regionale ha la responsabilità di organizzare incontri di formazione e di assistere spiritualmente il personale della Federazione, di programmare iniziative formative all’insegnamento sociale della Chiesa per i dirigenti e i soci, di offrire la propria collaborazione per approfondimenti sui valori sociali cristiani, di curare il coordinamento dell’Organizzazione con i programmi dell’Ufficio regionale per i problemi sociali e il lavoro. http://www.campania.coldiretti.it/coldiretti-campania-padre-alfonso-ricci-nuovo-consigliere-ecclesiastico.aspx?KeyPub=GR-CD_CAMPANIA_HOME|CD_CAMPANIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=123801008 Thu, 18 Oct 2018 12:06:16 GMT